Modalità Biofeedback


Applicazione e muscoli analizzati

Durante l’esecuzione di un esercizio corporeo, Kinelock Physio può fornire in tempo reale al paziente e all’atleta, un feedback visivo-uditivo che indicherà in modo chiaro il livello di attività di un certo muscolo o distretto muscolare su cui avrete scelto di lavorare. Attraverso questa modalità di utilizzo, il tuo paziente potrà associare, in modo naturale ed immediato, il movimento alla relativa attività muscolare, apprendendo così velocemente nuovi schemi motori attraverso una dinamica motivante, basata sull’apprendimento consapevole che renderà più efficace il processo riabilitativo.

Anche l’atleta potrà riprogrammare le sue competenze motorie, migliorando il controllo muscolare allo scopo di aumentare le performance e ridurre il rischio di infortunio. La semplicità di utilizzo, l’immediatezza e la grafica daranno stimolo e motivazione anche ai pazienti più difficili e reticenti, facilitando così il tuo lavoro. Inoltre, il report disponibile alla fine di ogni attività, documenterà in modo efficace il percorso svolto.

Esempi di utilizzo nell’ambito del Biofeedback

Riabilitazione del ginocchio dopo intervento chirurgico

Applicazione e muscoli analizzati

A seguito di un infortunio al ginocchio, trattato chirurgicamente, il dolore insieme al timore di avvertirlo, possono indurre un’inibizione muscolare che può interferire con la riabilitazione e contribuire allo sviluppo del dolore cronico. Il biofeedback muscolare può aiutare il paziente ad identificare l’inibizione muscolare e ad evitarla, durante gli esercizi di terapia fisica, permettendo un più facile recupero di forza e range di movimento. - I muscoli da indagare saranno il vasto laterale e il vasto mediale

Bibliografia

“Surface Electromiography Biofeedback Training to Address Muscle Inhibition as an Adjunct to Postoperative Knee Rehabilitation”, ResearhGate, 2010

Obiettivo ed esecuzione del test

L’uso del biofeedback aiuta il paziente a contrarre correttamente il quadricipite prevenendo o imparando ad evitare l’inibizione muscolare per timore di avvertire dolore.

 

Un tipico protocollo di rafforzamento del ginocchio inizia con contrazioni isometriche del muscolo quadricipite, a volte definite come “quad set”. Il paziente può effettuare queste contrazioni seduto su una superficie piana (come un materassino) con la gamba lesa distesa e il controlaterale piegato. Il paziente deve contrarre il muscolo quadricipite, spingendo il ginocchio verso il tappetino.

 

Dopo che il paziente ha dimostrato successo con i quad set, procederà quindi al sollevamento della gamba mantenendola distesa (Streight Leg Raise SLR). La gamba va sollevata mantenendo la contrazione isometrica del quadricipite, ad un’altezza di 15-20 cm.


Dolore alla spalla/rotazione esterna in posizione sdraiata

Applicazione e muscoli analizzati

Il dolore alla spalla è un comune problema muscoloscheletrico. L'articolazione della spalla dipende dal supporto dei muscoli “circostanti” in grado di fornire stabilità funzionale senza compromettere la mobilità dell’articolazione.

In particolare i muscoli della cuffia dei rotatori, sopraspinato, infraspinato, sottoscapolare e teres minor, hanno una funzione di stabilizzazione dinamica dell'articolazione della spalla.

Un corretto movimento della spalla richiede una co-contrazione del complesso della cuffia dei rotatori : nel piano coronale, le forze di traslazione e compressione prodotte dall’infraspinato, dal sottoscapolare e dal teres minor, devono controbilanciare la forza di trazione del deltoide e del sovraspinato. Un’eccessiva attivazione del deltoide posteriore rispetto all’infraspinato aumenta il rischo di instabilità della spalla.

I muscoli da indagare saranno pertanto il deltoide posteriore e l’infraspinato

Bibliografia

“Effect of Selective Muscle Training Using Visual EMG Biofeedback on Infraspinatus and Posterior Deltoid”, Journal of Human Kinetics, 2014

Obiettivo ed esecuzione del test

Esercizi riabilitativi, come la rotazione esterna della spalla in posizione sdraiata, in particolare con un peso aggiuntivo, (come un piccolo manubrio), se supportati dal protocollo di biofeedback, favoriscono lo sviluppo di una condizione di equilibrio tra deltoide posteriore e infraspinato, migliorando la stabilità di spalla.

 

Il paziente o l’atleta può effettuare l’esercizio descritto controllando la corretta contrazione dell’infraspinato, decrementando la contrazione del deltoide posteriore e favorendo un quadro di rinforzo e maggiore stabilità.


All' interno dei compendi sono presenti numerosi esempi di utilizzo "guidato"

Dolore cronico nella regione lombare
Il colpo di frusta
Prevenzione del dolore miofasciale della spalla: il potenziamento del muscolo trapezio discendente

Simmetria Muscolare


Applicazione e muscoli analizzati

Kinelock Physio utilizzando protocolli dedicati, che comparano la diversa attivazione nelle coppie muscolari analizzate, permette di valutare in modo scientifico la simmetria muscolare o la presenza di pattern di attivazioni muscolari alterati.

Brachialgie, cervicalgie, lombalgie e in generale rachialgie

Sindromi algico-posturali

Instabilità articolare

Percorsi di recupero funzionale, in particolare in fase di recupero post protesizzazione di anca o ginocchio

Il protocollo di simmetria permette di evidenziare con dei test semplici e veloci le differenze dei livelli di attivazione del lato destro con il lato sinistro, e sintetizza tutto in un indice globale del livello di simmetria.

 

Il sistema ti offre una base di applicazione, una serie di protocolli e indicazioni chiare su cosa valutare, permettendoti così di essere operativo, già dal primo utilizzo, in modo efficace e senza perdite di tempo. Grazie all’esperienza e alla creatività professionale potrai successivamente ampliare la base di utilizzo e trovare nuove vie di applicazione.

Esempi di utilizzo nell’ambito della simmetria muscolare

Active Straight rise test

Applicazione e muscoli analizzati

- Dolore del cingolo pelvico
- Retto femorale e vasto mediale
- Retto femorale e vasto laterale

Bibliografia

“An integrated therapeutic approach to the treatment of pelvic girdle pain”, Movement, Stability & Lumbopelvic Pain (Second Edition), 2007

“Validity and Reliability of Surface Electromyography Measurements from a Wearable Athlete Performance System” J Sports Sci Med. 2018

Obiettivo ed esecuzione del test

Con l’uso dell’elettromiografo è possibile valutare obiettivamente l’eventuale presenza di differenza di livello di attivazione, tra lato destro e lato sinistro.
Durante l’esecuzione del test il paziente è steso in posizione supina ed effettua il sollevamento di un arto e successivamente del controlaterale. Come variante più completa, il paziente viene valutato durante tre fasi:
- Resting
- Sollevamento della gamba destra, con mantenimento della posizione per 6 secondi
- Sollevamento della gamba sinistra, con mantenimento della posizione per 6 secondi
- Opzionalmente: sollevamento di entrambe le gambe, per valutazione bilaterale
Pausa di 6 secondi anche tra una fase e l’altra

 

Valori di riferimento
Per il quadricipite femorale il valore di riferimento può essere definito con una contrazione isometrica da posizione seduta con ginocchio a 60 gradi con controresistenza.


Chair stand test / Sit to stand

Applicazione e muscoli analizzati

Il sit-to-stand o chair stand test, viene utilizzato per valutare la mobilità funzionale del paziente e la sua forza muscolare residua, agli arti inferiori.

  • Retto femorale
  • Vasto laterale o vasto mediale.

Obiettivo ed esecuzione del test

Confronto tra le differenze di livello di reclutamento di retto femorale rispetto al vasto (uno o entrambi), per ricercare l’eventuale presenza di compenso del retto femorale dei deficit dei vasti.

 

Tra le varianti proposte, suggeriamo l’esecuzione a braccia conserte, con alzata ripetuta per almeno tre volte. Al paziente, in posizione di partenza seduto su una sedia, si chiede di alzarsi, rimanere in posizione per 6 secondi, per poi risiedersi.

 

Qualora il retto femorale risulti molto più attivo rispetto ad uno dei due vasti, laterale o mediale, questo indicherebbe una strategia di compensazione, con presenza di deficit di reclutamento.

 

Valori di riferimento
Per il quadricipite femorale si effettua una contrazione isometrica da posizione seduta con ginocchio a 60 gradi con controresistenza.

Bibliografia

“Characterizing the limits of human stability during motion: perturbative experiment validates a model-based approach for the Sit-to-Stand task.”, Holmes et al., R Soc Open Sci. 2020

“Correlation between lower limb muscle asymmetry during the sit-to-stand task and spatiotemporal gait asymmetry in subjects with stroke.”, J Exerc Rehabil. 2020

“Toward clinically-relevant joint moment estimation during sit to stand: a feasibility study.”, Conf Proc IEEE Eng Med Biol Soc. 2019


Instabilità della spalla

Applicazione e muscoli analizzati

Il controllo muscolare dinamico è la chiave della stabilità della spalla. Per riabilitare una eventuale condizione di instabilità è fondamentale identificare gli schemi di movimento “anomali” per poter personalizzare i programmi riabilitativi.

Può pertanto essere utile identificare le asimmetrie e insufficienze muscolari che possono influenzare l’instabilità della spalla.

I muscoli che controllano il movimento della spalla si possono raggruppare in 3 categorie: movimento scapolare, azione sull’omero, azione sull’articolazione gleno-omerale.

  • Pettorale maggiore e minore
  • Trapezio superiore, intermedio e inferiore
  • Infraspinato
  • Trapezio superiore e sovraspinato (fossa sovrascapolare)

Bibliografia

“Scapular muscle tests in subjects with shoulder pain and functional loss: reliability and construct validity” Phys Ther. 2005

Obiettivo ed esecuzione del test

Valutare la simmetria di reclutamento.
Vari test possono essere effettuati, anche applicando controresistenze da parte dell’operatore.

 

Ad esempio per testare il trapezio si suggerisce di mantenere il paziente in posizione prona e testare il segnale emg a differenti gradi di elevazione. Inoltre è possibile applicare una controresistenza (fossa sovrascapolare).

 

Valori di riferimento
Per il pettorale da posizione supina con braccio verso l'esterno, gomito piegato 90 gradi verso la testa, si compie una adduzione con controresistenza. Per trapezio ascendente da posizione eretta si afferra una barra sopra la testa e si tira verso il basso davanti alla testa.

Per l’ infraspinato, da posizione prona e braccia tese verso esterno si spinge verso l'alto con controresistenza.

Test del trapezio

Test cuffia dei rotatori - resistenza anteriore

Test cuffia dei rotatori - resistenza posteriore


All' interno dei compendi sono presenti numerosi esempi di utilizzo "guidato"

Sindromi algiche del ginocchio
PKB Prone Knee Bend / Test d’Ely
Slump test
Hip Protocol
Neck
Valutazione dello squat
Prevenzione del dolore miofasciale della spalla: analisi del muscolo trapezio discendente

Introduzione al posizionamento degli elettrodi


Per poter registrare un segnale elettromiografico di superficie appropriato, evitando o almeno limitando, gli effetti di cross talk, occorre posizionare gli elettrodi “pre gelled” seguendo alcune regole fondamentali, ampiamente descritte in letteratura. Si riassumono in questo paragrafo le indicazioni principali, rappresentando graficamente il corretto posizionamento per i muscoli citati nelle schede precedenti.

In generale si utilizzano sensori circolari, adesivi e disposable, in Ag/AgCl, per cui faremo riferimento a queste tipologie di elettrodi.
I sensori vanno applicati in modo che il loro orientamento sia parallelo alla direzione delle fibre muscolari e con distanza interelettrodica non superiore a 20mm.

Alcune considerazioni di validità generale sono:

  • in senso longitudinale, gli elettrodi vanno posizionati circa a metà tra la zona di innervazione più distale e la giunzione muscolo-tendinea distale;
  • in senso trasversale, gli elettrodi vanno posizionati sulla superficie del muscolo, non vicino al bordo di separazione con altri gruppi muscolari;
  • l’elettrodo di riferimento deve essere applicato in un punto elettricamente non attivo (es. un processo osseo, al polso, alla caviglia, sul processo spinoso C7, …)


All'interno dei compendi troverai descritto il corretto posizionamento
degli elettrodi sui muscoli